Il porticciolo di S. Nicola l'Arena |
San Nicola L’Arena, diciamolo chiaramente, è un buen retiro per
matti di ogni genere. La borgata (è una frazione del Comune di Trabia) è a
mezz’ora di auto e a poco più di un’ora di navigazione (a vela) da Palermo.
Il porticciolo, tutto sommato abbastanza piccolo, è
abbastanza sicuro. Nessun problema per chi non pesca più di due metri; gli
altri devono prestare molta attenzione al fondale, non solo all’imboccatura ma
anche nei pressi del molo del distributore di carburante.
La parte più interna del
porto è dedicata alle barche dei pescatori. Per la maggior parte, si tratta di lance di 4-5 metri, ottime per una pesca costiera fatta con reti
o “palangari”.
Venendo dal mare, la parte sinistra del porto è dedicata ai
diportisti. Le statistiche (e l’occhio) dicono che i velisti sono una minoranza
assoluta. In compenso, costituiscono una piccola comunità compatta dove in
breve tempo è nata una vera amicizia. Nel periodo estivo, nella parte destra
del porto (sempre per chi entra dal mare) vengono messi dei pontili
galleggianti, anche questi destinati ai
diportisti. Il porticciolo è gestito da una cooperativa, un club nautico e da
una società guidata da Calogero Marino, un vero e proprio personaggio incapace
di stare fermo o di andare in ferie: ma se San Nicola adesso vive di vita
propria, credo che il merito sia
principalmente suo.
Il Geriatric Vela Club S. Nicola |
Ma torniamo ai velisti di San
Nicola. L’età media, diciamo così, è
“avanzata”. Non per nulla è nato qui il “Geriatric Vela Club San Nicola”
(avremmo potuto battezzarlo, senza sbagliare,
anche Psychiatric Vela Club e non avremmo sbagliato). Il decano del
gruppo è Sergio, un ragazzo di 83 anni che qualche settimana fa ha festeggiato
il suo compleanno con una spogliarellista che gli ha risvegliato antichi ma mai
sopiti ricordi.
Sergio |
Sergio vive da almeno vent’anni su un vecchio Jeanneau Gin
Fizz: una barca marina, solida, ma che dimostra tutti i suoi anni. Il buon
Sergio preferisce dedicare il suo tempo alla manutenzione “sostanziale”, alla navigazione e alle lezioni di vela più
che a tenere in ordine la sua barca.
Poi c’è Baldo, un altro giovincello di 70 anni, proprietario di un Bavaria 36, sempre
disponibile per il “gruppo dei matti”. Se c’è da salire su un albero, è lui che
va sul banzigo. E mitiche sono le colazioni a bordo della sua “Birba”: alle 9
del mattino non manca mai un caffè corretto con la sambuca e le “merendine”. Se
venite a S. Nicola e volete conoscerlo, non chiedete di Baldo, ma di Baldeau.
Sì, Baldeau alla francese.
Baldeau e, in secondo piano, Totò |
Questo cambio
di nome risale alla scorsa estate, quando entrò nel porticciolo per un transito
di qualche giorno, una coppia di anziani francesi, armatori di un meraviglioso
Moody oceanico. La voglia di vedere l’interno di quella barca era enorme. Ma
sapevamo benissimo che nonb potevamo andare in massa sul pontile e partire
all’arrembaggio. Allora Riccardo (un medico che descriveremo in seguito) ebbe
un’idea a suo dire geniale: invitò i francesi a prendere un caffè sulla barca
di Baldo nella speranza che l’invito fosse poi ricambiato. I francesi
accettarono e nella barca di Baldo conobbero, ammassati come le patate in un
sacco, tutti i velisti di San Nicola. Baldo e Giovanna (la moglie) fecero gli
onori di casa e anche la visita guidata del Bavaria 36. Non ci crederete (i due
francesi, infatti, non volevano crederci, ma “Birba” dispone di ogni
confort, compresa l’aria condizionata.
Alla vista dell’apparecchio, i “Baldeau” di sorpresa si sprecarono. Da allora
Baldo diventò Baldeau.
C’è poi Totò, il panettiere.
Totò (non lo vedrete mai senza cappellino da baseball, occhiali e sigaro)
possiede un Jeanneau di 7
metri con il quale di tanto in tanto fa due bordi nel
golfo di Termini Imerese. Ma la sua presenza sui pontili è costante. E costante
è la sua domanda agli altri: “Uscite?”.
Mario |
Mario, un carabiniere che di
notte sogna di andare in pensione, è
velista da qualche mese. Da quando, cioè, comprò “Il Bello Libbio”, la ex barca
di Riccardo (sì, sempre il medico del quale parleremo da qui a poco). Se Mario
e Monica (la moglie) che abitano a San Nicola, hanno un paio d’ore a
disposizione, escono anche se il mare fa le bizze. Mario ha appreso da Sergio i
rudimenti della vela, ma bisogna riconoscere che sta imparando da solo. Mario
ha un cuore d’oro (e non è l’unico). Se, per esempio, qualcuno dei “matti” non
sta bene, ecco che interviene lui. Ultimamente mi ha “adottato”. Visto che ogni
tanto la salute mi fa alcuni scherzi, ecco Mario che interviene: usciamo con
Horus, la mia barca, ed è lui che fa il
lavoro faticoso: ormeggio, disormeggio, drizza della randa, scotte del genoa. Insomma, tutte quelle manovre che presuppongono un po’
di sforzo, sforzo che io per adesso non posso fare. E la mattina mi sveglia con
un rollò con wurstell, una delle mie
storiche passioni.
Ed ecco Riccardo, il medico.
Ha venduto “Il Bello Libbio” a Mario e ha comprato un Sun Odyssey 42.2 che
sogna di portare in giro per i mari del mondo. In attesa di affidarsi al
sestante, Riccardo (purtroppo per lui)
deve ancora lavorare. Il suo sognbo intermedio è quello di essere trasferito
all’ospedale di Termini: “Se ce la faccio – dice sempre – anche io vado a
vivere in barca”. Nella sua “Blanquilla”,
eletta sede del Geriatric Vela Club,
non mancano mai gli aperitivi e quella grande rottura di palle chiamata
karaoke. Rottura di palle nella quale si sono cimentati con grande successo di
pubblico Sergio (specializzato nelle canzoni di Paolo Conte) e Giovanna (la
moglie di Baldeau), mitica interprete di
My Way.
Gabriele |
Nel gruppo fa parte a pieno
titolo anche una giovane coppia: Gabriele e Stella. Sono giovani davvero e non
solo di spirito. Ospiti abituali della barca di Sergio, hanno un Harmony (Cbs) a pozzetto centrale
col quale scorazzano lungo la costa settentrionale della Sicilia. Gabriele e
Stella sono in attesa del loro primo figlio e hanno deciso di vendere la loro “Espero”.
Ma sotto sotto sperano proprio di non trovare un compratore.
Carlo (a sinistra) assieme a Riccardo |
Il mio vicino di barca è
Carlo, giornalista ancora (ahilui) in
attività. Ha uno splendido Dufour 385 GL con
il quale, indipendentemente dal tempo,
ci si diverte per le mezze giornate che può sottrarre al lavoro. E’
considerato il saggio del gruppo, non
foss’altro perché amico di infanzia di Calogero Marino e quindi considerato il
“vice capo” del porticciolo di San Nicola. A volte la sua “Bom Bom” diventa una
nave scuola. Mitica quella volta in cui fu provato un gennaker col quale
l’equipaggio litigò per ore. Una premessa dolorosa ma indispensabile: non tutti
i velisti del gruppo dei matti sono dei velisti provetti e tra di loro c’è
chi, meno provetto degli altri, a volte si sente il padre putativo di
Soldini.
Insomma, se vi capita (in auto o in barca) di passare
da queste parti, fateci un fischio. Non
vi annoierete.
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