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La barca



Jeanneau Sun Odyssey 34.2

Dal 1996 al 2002 ne sono stati prodotti ben settecento esemplari, merito del prezzo attraente per le dimensioni e una vocazione spiccata alla crociera. Il Sun Odyssey ha una grande abitabilità ed è proposto in versioni a bulbo lungo o corto, con due o tre cabine. Uno dei punti di forza è la lunghezza al galleggiamento di ben nove metri, che permette velocità notevoli. Il pozzetto è comodo e semplice nelle manovre, con due soli winch per provvedere a tutto. La poppa è attrezzata con una plancetta, alla quale si accede tramite l'abbassamento della seduta del timoniere. Sottocoperta comoda la dinette semicircolare con una piccola ulteriore panca. Sull'altro lato una cucina a murata (chiamata all'americana). A prua una cabina con letto da parte a parte e a poppa una o due cabine con un bagno e, contrapposto, un carteggio. Il progetto è di Fauroux con un piano velico in testa d'albero semplice e relativamente poco invelato, così da ritardare la riduzione di velatura.





In molti mi chiedono come si vive in un barca a vela di 10 metri o poco più. Meravigliosamente bene, in genere rispondo. E cerco anche di spiegare il perché.
Qual è la dotazione minima perché un appartamento tradizionale (quello costruito in cemento e che sta fermo anche quando il mare è mosso e il vento soffia forte) possa dirsi accogliente? Che abbia:
1) un letto comodo sul quale dormire
2) un bagno fornito di doccia (calda e fredda)
3) una cucina magari dotata di un forno e di un frigo
3) un soggiorno con un divano e un tavolo dove poter mangiare almeno in quattro persone
4) un terrazzo dove poter stare all'aria aperta e che, magari, offra una bella vista
5) visti i tempi, che tra tasse, imposte e manutenzione non costi un occhio della testa




Ciò detto, a me sembra quasi superfluo dire che una barca - la mia Horus, se vogliamo restare sul concreto - ha tutto questo e forse anche di più.





Questa che vedete è la cucina. Doppio lavello dove da rubinetto può uscire acqua dolce calda o fredda, ma anche acqua di mare, se ci si trova al largo o lì dove non c'è inquinamento. Nella cucina ci sono due fuochi a gas e un forno. Accanto, sulla sinistra, c'è un frigo con apertura sulla parte superiore. E un capiente armadio dove c'è tutta la mia cambusa. O dispensa, se preferite.






E questo è il soggiorno. In questa foto non si vede, ma nella parete adesso che c'è anche una tv. Il tavolo è ottimo per quattro e, se si tira fuori una seconda panca, anche per sei persone. Sotto i cuscini del divano c'è spazio per una miriade di oggetti, dall'aspirapolvere allo scaldabagno, da attrezzi che si usano raramente ma che è bene avere a bordo a riserve di vino, acqua, scatolame. Queste ultime possono trovare spazio anche sotto il pavimento (i pagliolati in legno si alzano con estrema facilità): stanno al fresco e contribuiscono anche a tenere basso il baricentro.
Come vedete, c'è spazio anche per una piccola libreria. Pochi libri, ovviamente. Mi sto abituando a leggere gli ebook, io che adoro toccare la carta di un libro. Non è la prima "rivoluzione" che vivo. Per tanti anni ho fatto il giornalista usando le vecchie macchine da scrivere. Poi abbiamo abbandonato le Lettera 22 e siamo passati ai computer. Qualche giorno fa ho provato a scrivere qualcosa su una vecchia Olivetti: confesso che non ci sono riuscito.








Possiamo chiamarlo lo "Studio"? Forse sì. In gergo barcaiolo questo è il tavolo da carteggio. C'è posto per una carta nautica, ma anche per un computer e un Ipad. C'è una radio ricetrasmittente in Vhf con la quale comunicare con i porti, altre barche e ascoltare i bollettini meteo. E c'è pure una normalissima autoradio con tanto di lettore Cd o Usb. Nei prossimi giorni ci sarà anche un radar e un vecchio ricetrasmettitore in Hf, ricordo dei tempi in cui ero radioamatore. Tornerò a parlare con amici sconosciuti sparsi per il mondo. Amici che, in quello che sarà il mio girovagare per i mari, spero di conoscere in carne ed ossa.
L'illuminazione è garantita da lampade a led, che fanno molta luce e consumano poca energia. Ma ho possibilità, anche se sono in navigazione o a dondolarmi pigramente all'ancora in qualche baia, di utilizzare apparecchi a 220 volts: a bordo ho un inverter che trasforma la corrente continua delle batterie in corrente alternata, la stessa che c'è negli appartamenti "normali".








E questo è il bagno. Non c'è la catenella dello sciacquone, ma un pulsante che azione una potente (ma rumorosa, ammetto) pompa che trita tutto e che espelle in una sorta di deposito delle acque nere se si è in porto o in mare se si è al largo. Il rubinetto del lavandino è su un flessibile. Insomma è anche la doccia. L'acqua va direttamente sul pavimento e lì c'è un'altra pompa che provvede a buttare tutto fuori.











Ed eccole due stanze da letto, quella di prua e quella di poppa. In entrambe, ovviamente, due armadi. Vi giuro che si dorme benissimo. Nella cabina di prua, inoltre, la "finestra" è sul tetto. Questo ci permette di dormire guardando la luna e le stelle.

Un'altra volta vi farò fare un giretto sull'esterno della barca. Anche lì le sorprese, piacevoli, non mancheranno