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mercoledì 9 gennaio 2013

Benvenuti su questo blog



Cari amici miei,
pian piano mi sto abituando alla mia nuova vita: guardo l’ora, ma solo per curiosità e mi meraviglio se qualcuno mi dice che oggi è martedì. Anche se fosse sabato, per me non cambierebbe nulla.
Mi è capitato di navigare per 12 ore di seguito e scoprire solo alla fine che avevo bevuto molto e mangiato poco: mi sono rifatto alla sera.


Sto imparando di nuovo a dormire facendomi cullare dalla risacca e ho scoperto che, dopo tanti anni, ho sconfitto gli incubi che mi arroventavano i sogni e me li interrompevano nel bel mezzo della notte.
Sto cercando, dopo tanti anni, di comprendere che cosa il mare e il vento vogliono dirmi. E’ bello sapere che quella striscia di mare dal colore più scuro, con una gradazione che va dal blu profondo al nero, è il segno di una raffica di vento. La natura ci è amica: ci avverte sempre quando c’è un pericolo, ma sta a noi comprendere il suo linguaggio.
E’ bello soffrire di pigrizia. Restare in porto, per esempio, non perché le condizioni siano avverse, ma solo perché non  si ha voglia di accendere il motore, staccarsi dalla banchina, issare le vele, spegnere il motore, mettersi in rotta. Niente, se ne parlerà un altro giorno. Tanto, chi ci aspetta a casa? E se, come nel mio caso, la casa è la barca che si fa? Niente, ci si abbandona alla pigrizia.
Ho riscoperto il piacere del pisolino pomeridiano. Sapete, quell’abbandonarsi in uno stato che non è di sonno, ma nemmeno di veglia. Si fanno sogni, ma quei sogni probabilmente sono anche dei progetti.
E poi, volete mettere il piacere di rispondere con un candido “non so” a chi vi chiede cosa farete domani? Io, a voler essere sincero, avrei voglia di dire che “non so neppure se domani sarò vivo”, ma non sopporterei il solito dibattito sul “signore mio, nessuno sa se oggi si addormenta vivo e domani si sveglia morto”. A parte il fatto che non ho ancora visto un morto che si sveglia, perché dovrei dire che in questa materia, ahimè, sono un professionista? E allora rispondo che non so cosa farò domani e che, con tutto il rispetto delle Signorie loro, non ho alcuna voglia di saperlo. Punto.
Insomma, amici miei, sto imparando ad essere un uomo libero. Confesso che mi sono sentito tale per tutta la vita, ma un conto è immaginare un qualcosa, un altro è il viverla.
“Ma sei solo”, mi dicono spesso. E’ vero, ma nello stesso tempo non lo è. E’ vero perché non saprei con chi condividere i miei sogni, la mia allegria, i miei dolori e le mie paure. Ma non è vero che sono solo: finalmente ho un po’ di tempo per conoscermi meglio, per immergermi nella natura che mi circonda, per andare con gli occhi a caccia dei delfini nella speranza che anche loro abbiano un po’ di voglia di giocare con me. E poi, diciamocelo chiaro, chi sarebbe così stolto da voler dividere la propria vita con un vecchio che, dopo aver smesso di essere adulto, insegue il sogno di tornare bambino?
Anche se da lontano, seguo i miei figli. E vedo che sono adulti e responsabili. Molto di più di quanto lo sia stato io alla loro età. E mi compiaccio vedendo che, in questo caso, siamo in presenza di un esempio di evoluzione della specie. Bella forza, dirà qualcuno spiegando che non ci vuole molto ad essere meglio di me. Ed è vero, ma questo non toglie che sono orgoglioso di essere stato “superato” dai miei discendenti.
E allora vivo la mia solitudine come un privilegio. Non tutti possono vivere questa libertà. Non possono i politici, costretti come sono a circondarsi di persone delle quali non sapranno mai se e quanto fidarsi. Non possono farlo coloro che ancora lavorano: i colleghi sono come i parenti, non posso essere scelti.
E allora via verso la mia nuova vita, fatta di mare, sole, pioggia, vento, mare calmo e tempeste. E fatta anche dalla voglia di conoscere quali sono i miei limiti. E conoscere persone nuove, posti nuovi. In questo primo viaggio fatto tutto sulle onde, ho conosciuto grandi coglioni, ma anche persone meravigliose. E poi ho sempre i miei amici storici, quelli che da sempre hanno accettato il mio essere “contro” senza avere la pretesa di insegnarmi le regole della vita. Insomma, sto cominciando davvero (e forse per la prima volta) ad essere libero.
Tanto volevo dirvi.