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venerdì 25 aprile 2014

I matti del porticciolo di S. Nicola

Il porticciolo di S. Nicola l'Arena


San Nicola L’Arena,  diciamolo chiaramente, è un buen retiro per matti di ogni genere. La borgata (è una frazione del Comune di Trabia) è a mezz’ora di auto e a poco più di un’ora di navigazione (a vela) da Palermo.
Il porticciolo,  tutto sommato abbastanza piccolo, è abbastanza sicuro. Nessun problema per chi non pesca più di due metri; gli altri devono prestare molta attenzione al fondale, non solo all’imboccatura ma anche nei pressi del molo del distributore di carburante.

La parte più interna del porto è dedicata alle barche dei pescatori. Per la maggior parte,  si tratta di lance di 4-5 metri,   ottime per una pesca costiera fatta con reti o “palangari”.
Venendo dal mare,  la parte sinistra del porto è dedicata ai diportisti. Le statistiche (e l’occhio) dicono che i velisti sono una minoranza assoluta. In compenso, costituiscono una piccola comunità compatta dove in breve tempo è nata una vera amicizia. Nel periodo estivo, nella parte destra del porto (sempre per chi entra dal mare) vengono messi dei pontili galleggianti,  anche questi destinati ai diportisti. Il porticciolo è gestito da una cooperativa, un club nautico e da una società guidata da Calogero Marino, un vero e proprio personaggio incapace di stare fermo o di andare in ferie: ma se San Nicola adesso vive di vita propria,  credo che il merito sia principalmente suo.

Il Geriatric Vela Club S. Nicola

 Ma torniamo ai velisti di San Nicola. L’età media,  diciamo così, è “avanzata”. Non per nulla è nato qui il “Geriatric Vela Club San Nicola” (avremmo potuto battezzarlo, senza sbagliare,  anche Psychiatric Vela Club e non avremmo sbagliato). Il decano del gruppo è Sergio, un ragazzo di 83 anni che qualche settimana fa ha festeggiato il suo compleanno con una spogliarellista che gli ha risvegliato antichi ma mai sopiti ricordi.

Sergio
 Sergio vive da almeno vent’anni su un vecchio Jeanneau Gin Fizz: una barca marina, solida, ma che dimostra tutti i suoi anni. Il buon Sergio preferisce dedicare il suo tempo alla manutenzione “sostanziale”,  alla navigazione e alle lezioni di vela più che a tenere in ordine la sua barca.
Poi c’è Baldo,  un altro giovincello di 70 anni,  proprietario di un Bavaria 36, sempre disponibile per il “gruppo dei matti”. Se c’è da salire su un albero, è lui che va sul banzigo. E mitiche sono le colazioni a bordo della sua “Birba”: alle 9 del mattino non manca mai un caffè corretto con la sambuca e le “merendine”. Se venite a S. Nicola e volete conoscerlo, non chiedete di Baldo, ma di Baldeau. Sì,  Baldeau alla francese. 

Baldeau e, in secondo piano, Totò
Questo cambio di nome risale alla scorsa estate, quando entrò nel porticciolo per un transito di qualche giorno, una coppia di anziani francesi, armatori di un meraviglioso Moody oceanico. La voglia di vedere l’interno di quella barca era enorme. Ma sapevamo benissimo che nonb potevamo andare in massa sul pontile e partire all’arrembaggio. Allora Riccardo (un medico che descriveremo in seguito) ebbe un’idea a suo dire geniale: invitò i francesi a prendere un caffè sulla barca di Baldo nella speranza che l’invito fosse poi ricambiato. I francesi accettarono e nella barca di Baldo conobbero, ammassati come le patate in un sacco, tutti i velisti di San Nicola. Baldo e Giovanna (la moglie) fecero gli onori di casa e anche la visita guidata del Bavaria 36. Non ci crederete (i due francesi, infatti, non volevano crederci, ma “Birba” dispone di ogni confort,  compresa l’aria condizionata. Alla vista dell’apparecchio, i “Baldeau” di sorpresa si sprecarono. Da allora Baldo diventò Baldeau.
C’è poi Totò, il panettiere. Totò (non lo vedrete mai senza cappellino da baseball, occhiali e sigaro) possiede un Jeanneau di 7 metri con il quale di tanto in tanto fa due bordi nel golfo di Termini Imerese. Ma la sua presenza sui pontili è costante. E costante è la sua domanda agli altri: “Uscite?”.
Mario
Mario, un carabiniere che di notte sogna di andare in pensione,  è velista da qualche mese. Da quando, cioè, comprò “Il Bello Libbio”, la ex barca di Riccardo (sì, sempre il medico del quale parleremo da qui a poco). Se Mario e Monica (la moglie) che abitano a San Nicola, hanno un paio d’ore a disposizione, escono anche se il mare fa le bizze. Mario ha appreso da Sergio i rudimenti della vela, ma bisogna riconoscere che sta imparando da solo. Mario ha un cuore d’oro (e non è l’unico). Se, per esempio, qualcuno dei “matti” non sta bene, ecco che interviene lui. Ultimamente mi ha “adottato”. Visto che ogni tanto la salute mi fa alcuni scherzi, ecco Mario che interviene: usciamo con Horus, la mia barca,  ed è lui che fa il lavoro faticoso: ormeggio, disormeggio, drizza della randa,  scotte del genoa. Insomma,  tutte quelle manovre che presuppongono un po’ di sforzo, sforzo che io per adesso non posso fare. E la mattina mi sveglia con un rollò con wurstell,  una delle mie storiche passioni.

Ed ecco Riccardo, il medico. Ha venduto “Il Bello Libbio” a Mario e ha comprato un Sun Odyssey 42.2 che sogna di portare in giro per i mari del mondo. In attesa di affidarsi al sestante,  Riccardo (purtroppo per lui) deve ancora lavorare. Il suo sognbo intermedio è quello di essere trasferito all’ospedale di Termini: “Se ce la faccio – dice sempre – anche io vado a vivere in barca”. Nella sua “Blanquilla”,  eletta sede del Geriatric Vela Club,  non mancano mai gli aperitivi e quella grande rottura di palle chiamata karaoke. Rottura di palle nella quale si sono cimentati con grande successo di pubblico Sergio (specializzato nelle canzoni di Paolo Conte) e Giovanna (la moglie di Baldeau),  mitica interprete di My Way.

Gabriele
Nel gruppo fa parte a pieno titolo anche una giovane coppia: Gabriele e Stella. Sono giovani davvero e non solo di spirito. Ospiti abituali della barca di Sergio,  hanno un Harmony (Cbs) a pozzetto centrale col quale scorazzano lungo la costa settentrionale della Sicilia. Gabriele e Stella sono in attesa del loro primo figlio e hanno deciso di vendere la loro “Espero”. Ma sotto sotto sperano proprio di non trovare un compratore.

Carlo (a sinistra) assieme a Riccardo
Il mio vicino di barca è Carlo, giornalista ancora  (ahilui) in attività. Ha uno splendido Dufour 385 GL con  il quale, indipendentemente dal tempo,  ci si diverte per le mezze giornate che può sottrarre al lavoro. E’ considerato il saggio del gruppo,   non foss’altro perché amico di infanzia di Calogero Marino e quindi considerato il “vice capo” del porticciolo di San Nicola. A volte la sua “Bom Bom” diventa una nave scuola. Mitica quella volta in cui fu provato un gennaker col quale l’equipaggio litigò per ore. Una premessa dolorosa ma indispensabile: non tutti i velisti del gruppo dei matti sono dei velisti provetti e tra di loro c’è chi,  meno provetto degli altri,  a volte si sente il padre putativo di Soldini.
Insomma,  se vi capita (in auto o in barca) di passare da queste parti,  fateci un fischio. Non vi annoierete.

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