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venerdì 8 febbraio 2013

Il portolano di Horus: Cefalù




38°02',12 N
14°02',19 E


N. posti barca300
Lunghezza max m.40
Acqua
Energia elettrica
Scivolo
Scalo di alaggio
Gru





Horus ormeggiata nel porto di Cefalù

Attenzione: a 500 metri dal molo di sopraflutto, per 225°, c'è una secca a un metro dalla superficie del mare

 Il Porto Nuovo di Cefalù (Presidiana) è situato a levante del centro abitato ed è protetto da un molo foraneo a tre bracci lungo circa 580 m. A 220 m a Sud della radice del molo foraneo c'è un pontile in cemento armato con testata a forma di “T” lungo circa 250 m e orientato verso Est; tra la testata del pontile e la radice ci sono due pennelli interni, da entrambi i lati, normali al pontile principale di 45 m ognuno. Tra la radice del molo di sopraflutto e il pontile con testata a “T” sono stati installati dei pontili galleggianti dove ormeggiano le imbarcazioni da diporto su fondo buon tenitore.
E' possibile stare all'ancora tra i pontili e le rocce della Kalura. In fondo, sabbioso, è buon tenitore.ù
Accesso: allineamento con pontile in cemento se visibile; mantenere la destra sia in entrata che in uscita e distaccarsi dalla testata del molo foraneo di almeno 100 m in entrata.
Fari e fanali: 3261 (E 2036) - faro a lampi bianchi, periodo 5 sec., portata 25 M, sulla punta NE di Capo Cefalù; 3262 (E 2037) - fanale a lampi verdi, periodo 4 sec., portata 5 M sulla testata del molo di sopraflutto.
Venti: ponente e maestro.
Traversia: grecale e levante.
Ridosso: ponente, maestrale e scirocco.
Rade sicure più vicine: porto di Termini Imerese.


In caso di sovraffolamento è sempre possibile buttare l'ancora davanti alla spiaggia di Cefalù, dove c'è anche un molo (non utilizzabile per bassi fondali) un tempo definito "porto vecchio". Il fondo è sabbioso ed è buon tenitore. Da qui - per chi si sveglia allp'alba - si può vedere il sole sorgewre proprio accanto alle guglie del duomo.







Cefalù è un centro situato sulla costa siciliana settentrionale, a circa 70 km da Palermo, ai piedi di un promontorio roccioso. È uno dei maggiori centri balneari di tutta la provincia; nonostante le sue dimensioni, ogni anno attrae milioni di turisti.

Nel IV secolo a.C. i Greci diedero al centro indigeno il nome di Κεφαλοίδιον (Kefaloidion), dal greco Kefa o kefalé, ovvero "testa, capo"; riferito probabilmente al suo promontorio. Nel 307 a.C. venne conquistata dai Siracusani e nel 254 a.C. dai Romani, che le diedero in latino il nome di Cephaloedium. La città ellenistico-romana ebbe una struttura urbanistica regolare, formata da strade secondarie confluenti sul principale asse viario e chiusa ad anello da una strada che segue il perimetro della cinta muraria.
Nel periodo del dominio bizantino l'abitato si trasferì dalla pianura sulla rocca e restano tracce di lavori di fortificazione di quest'epoca (mura merlate), oltre a chiese, caserme, cisterne per l'acqua e forni). La vecchia città non venne tuttavia del tutto abbandonata, come prova il recente rinvenimento di un edificio di culto cristiano, con pavimento in mosaico policromo risalente al VI secolo.
Nell'858, dopo un lungo assedio, venne conquistata dagli Arabi, che le diedero il nome di Gafludi, e fece parte dell'emirato di Palermo. Di questo periodo si hanno tuttavia notizie scarse e frammentarie e mancano anche testimonianze monumentali.
Nel 1063 fu conquistata dai Normanni di Ruggero I e, nel 1131, grazie a Ruggero II, fu rioccupato l'antico abitato sulla costa, rispettando la struttura urbana preesistente: a questo periodo risalgono parecchi dei monumenti cittadini, quali:
  • La chiesa di San Giorgio e il lavatoio di via Vittorio Emanuele
  • Il chiostro del duomo e il "Palazzo Maria" (sede trecentesca dell'allora Palazzo Comunale) sito in piazza del Duomo.
  • L'Osterio Magno sul corso Ruggero sede dei Ventimiglia a Cefalù.
Precisamente al 1131 è datata in particolare la basilica cattedrale.
Tra la metà del XIII secolo e il 1451 passò sotto il dominio di diversi feudatari e da ultimo divenne possedimento del vescovo di Cefalù.
La storia successiva di Cefalù si può assimilare a quella della Sicilia e del resto dell'Italia. Nel 1752 vi si iniziano a stabilire i consolati stranieri (Francia, Danimarca, Olanda, Norvegia e Svezia) e la città diventa meta del Grand Tour. Durante il Risorgimento, vi venne fucilato, il 14 marzo 1857, il patriota Salvatore Spinuzza. Dopo lo sbarco di Giuseppe Garibaldi del gennaio 1861, la città proclamò la sua adesione al Regno d'Italia.
 (da Wikipedia)


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