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lunedì 30 maggio 2016

Da Salerno a Castellammare e le meraviglie della Costiera Amalfitana

Amalfi
Da Salerno a Castellammare di Stabia  con una puntatina ad Amalfi per riempirmi gli occhi e prendere un buon caffè. Poco meno di 40 miglia e una navigazione tranquilla. Anche troppo tranquilla: ho lasciato Salerno verso le 9 del mattino e non c’era un filo di vento. Ho issato la randa per ridurre il rollio, ma forse non sarebbe neppure stato necessario farlo.
Motore a duemila giri, Horus – nonostante la carena non proprio pulitissima – andava a poco più di cinque nodi. Mi sarebbe piaciuto avere un po’ di vento, ma non si può sempre avere tutto. In compenso, però, ho potuto riempirmi gli occhi con la bellezza esplosiva della Costiera Amalfitana.

Prima, però, ho visto bene Vietri sul Mare. Dalla mia prospettiva è ancora più bella.  Continuo a costeggiare il lato settentrionale del Golfo di Salerno, passo Cetara (un porticciolo dove, se è necessario, è possibile trovare rifugio e attaccarsi al molo di sopraflutto dove in genere ci sono i pescherecci. Ma qui la gente è oltremodo cordiale) e doppio Capo d’Orso. Amici miei, è qualcosa che toglie il fiato. Le sue pareti a picco e, guardando bene, le tante grotte che si sono alla sua base.
Capo d'Orso
Doppiato il capo, vedo Amalfi davanti a me, a poco più di quattro miglia. Non so perché, ma in quel momento mi è venuta voglia di un caffè “vero”. E decido di entrare. Alla mia destra, scorrono Maiori e Minori. Questi due paesi li conoscevo solo di nome: quando ero bambino, avevamo come vicini di casa, una famiglia, la “famiglia Imperato” che veniva da qui. Persone meravigliose. Casinare e meravigliose. Peccato, non vedo più nessuno di loro (i figli erano tanti, un vero esercito composto da tanti maschi e da una sola femmina).
I ricordi passano per la mente e già sono vicino ad Amalfi. Tolgo la randa, do una occhiata al molo del benzinaio e sistemo due cime a sinistra, una a poppa e una a prrua. Me c’è un peschereccio che sta facendo gasolio. Me la prendo comoda e faccio qualche foto di questa meraviglia chiamata Amalfi. Poi, quando il molo si libera, entro, faccio un po’ di gasolio e ne approfitto per andare a prendere un caffè.
Torno a bordo e riprendo la navigazione verso punta Campanella. Il vento è sempre latitante e rialzo la randa. Doppio Capo Conca e poi capo Sottile. A questo punto comincio ad allargarmi in modo da restare fuori dalla riserva marina. Potrei continuare a navigare vicino alla costa, ma a scanso di equivoci mi tengo largo. Mi sarebbe piaciuto stare vicino alla costa per vedere bene Positano, un’altra perla del nostro Sud, ma resto lontano. Alla mia destra scorrono “I Galli”, tre isolotti in mezzo al mare (Il gallo Lungo, la Castelluccia e la Rotonda). Vedo barchette e motoscafi che passano lì in mezzo. Ammazzo le tentazioni e proseguo.
Capri
Intanto è arrivato un po’ di venticello che mi viene giusto al traverso. Lasco un po’ la randa e svolgo il genoa. Si va a quattro nodi: sempre meglio che farne cinque a motore.
Si doppi anche Punta di Montalto e davanti a me c’è l’isola di Capri. Anche se lontana, si riescono a distinguere i faraglioni. Viro un po’ per infilarmi nel canale che c’è tra l’isola e Punta Campanella. Il vento rinforza e al lasco la piccola Horus comincia a filare bene. Sento il rumore del motore di un elicottero. Lo vedo, ma vedo anche che sotto di lui c’è una “barchetta” a vela che mi sembra lunga un chilometro. Insomma, un maxi yacht. Penso che lo yacht sia di qualcuno molto potente e certamente molto ricco, ma continuo a non capire il perché quell’elicottero gli danzi sopra. Poi vedo una seconda “barca”, poi una terza e poi molte altre. E capisco di essere finito nel bel mezzo di una regata. Poi mi diranno che si tratta della Capri Rolex Cup. Lì la situazione è diventata complicata e nello stesso tempo comica: quei missili che sembravano puntarmi e io che tentavo di fare lo slalom tra di loro senza alcuna idea chiara in mente. Anche perché non vedevo le boe e poi, fatemelo ammettere, io di regate non ci capisco un beneamato.
La Capri Rolex Cup
Come fu e come non fu, esco da quel groviglio e mi ritrovo nel Golfo di Napoli. Punta Baccoli, Punta San Lorenzo, Capo Corbo e Capo di Massa. E poi Sorrento. Dire che è bella anche dal mare sarebbe riduttivo. Da lontano, a confermarmi che si tratta proprio di Sorrento, un mega yacht (a motore) all’ancora lì davanti. Bella Sorrento, con le sue pareti rocciose che la proteggono. Il tempo di fare qualche foto (purtroppo da lontano) e via verso Castellammare.
Il vento adesso è sui 15 nodi e dal lasco si è passati al gran lasco, quasi in poppa. Per un po’ mi è venuta l’idea di tirare giù la randa e andare solo col genoa, ma il vento ersa ballerino, con salti anche di decine di gradi. Metto una ritenuta al boma e vado così.
Navigazione tranquilla, se non fosse per il traffico caotico di ricconi a bordo dei loro panfili e delle “navette” che portano turisti nelle isole. Ma quasi tutti quei comandanti sono gentili. Quando mi vedono si allontanano e riducono la velocità. Quasi, perché uno di loro si è dimostrato un gran cafone: mi è passato a meno di cinquanta metri alla mia sinistra e a non meno di 30 nodi. Il tempo di mollare la ritenuta del boma, cazzare la randa e andare al vento per dare il mascone alle onde provocate da quel farabutto.  Passato quel treno di onde, mi rimetto in rotta, afferro il vhf portatile e sul Canale 16 esprimo a quella sorta di comandante i miei pensieri più profondi.
Ma a farmi tornare la calma, arriva la telefonata di Patrizia (lei e Bernardo sono i meravigliosi funzionari della Lega di Castellammare). Mi conferma che mi aspettano e che per me c’è un posto.
Bernardo mi aiuta a fare "il pieno" dell'acqua della Madonna
Arrivo, ormeggio e vado in segreteria per mostrare le tessere dell’associazione, i documenti della barca e per ringraziarli della cortesia dimostratami.  Per prima cosa mi viene offerto un caffè e mi viene data una chiave che mi serve, la sera, per non restare chiuso dentro o fuori.

Poi Bernardo mi accompagna in paese: mi mostra dove ci sono le fontane con l’acqua “miracolosa” e frizzante e per raccomandarmi con alcuni ristorantini. E dove si trova un’accoglienza del genere?

Castellammare e le sue acque miracolose

Il video sulla Costiera Amalfitana vista da Horus



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